DODICESIMA SCENA

La Vera Santità

Davanti al caminetto e al suo interlocutore, il personaggio seduto sulla poltrona
rievoca la profonda ricerca verso la santità e la vera perfezione di San Gabriele.
Appare evocata l’immagine di Gabriele, con accanto padre Norberto, il padre
Sante ed il fratello Michele.

Voce

...Mi confessò più volte che se egli tardava un solo giorno a partire, prima per Loreto e poi al
novizato di Morrovalle presso Macerata nelle Marche, il mondo ed il demonio gli preparavano
in una conversazione tal laccio, che forse avrebbe nuovamente messo da parte la vocazione, e
aveva il servo di Dio intima persuasione che Dio non l’avrebbe chiamato mai più. Spesso io gli
chiedevo “ma sei sicuro di voler diventare passionista?” lui era irremovibile...

Gabriele ...L’onnipotente Iddio da gran tempo mi aspettava, ed io ingrato facevo il sordo...

Sante Possenti ...Michele di’ tu qualcosa a tuo fratello...

Michele Possenti ...Babbo non riusciremo mai a dissuaderlo...

Voce

...Il giovane fu consegnato a me, io gli consegnai la camera, lo introdussi nel luogo del noviziato
e da quel momento non ci separammo mai più, solo ci divise la morte... gli sembrava di essere
fatto per tale vita e tal vita fosse fatta per lui che sembrava religioso da molto tempo.
Un giorno il rettore tiratomi in disparte mi domandò: “ma come si porta questo giovane?”...
“Ottimamente” gli risposi ma soggiunse: “era un giovane un po’ leggero”. Io continuai:
“è un giovane di propositi, fervoroso e virtuoso quanto mai può desiderarsi, e se continua così,
come vi è ogni ragione di sperare, ma egli si farà santo
davvero...

Gabriele

...La nostra perfezione non
consiste nel fare cose grandi
e straordinarie, ma nel fare
bene le cose ordinarie. Così
lei mi ha insegnato, così io
penso. Iddio mi ha amato senza
proprio interesse, perché con
egual disinteresse non debbo
amare io Lui?...



 

Conduci la mia vita a te

S. Natale - C. Tedeschi

Gabriele

La santità non è
la perfezione
la perfezione è cadere e poi
tirarsi su

Non lasciare mai che il mondo ti
colori il cielo
il colore del tuo cielo è
dentro di te

Conduci la mia vita a te Signore
verso quella perfezione che
non so trovare
ma anche se cadrò
con te risorgerò

Voce (Recitato)

La vera santità e la vera perfezione non sono non
sbagliare mai ma, al contrario, nell’eventualità,
continuare nella strada con la stessa intensità,
rafforzando l’umiltà inchinandosi a Dio.

Viceversa, il far aderire a se stessi ostinatamente
l’immagine che ci si è costruiti della santità o
della perfezione, pur di apparire e dimostrare
agli altri e a se stessi d’essere nel giusto, può

 

sfociare nella formalità, poi nell’ipocrisia, dunque,
nella falsità, cedendo al male, per non affrontare
il sacrificio ed il rischio della lotta.

Gabriele

Non lasciare mai che il mondo ti
colori il cielo
il colore del tuo cielo è
dentro di te

Conduci la mia vita a te Signore
verso quella perfezione che
non so trovare
ma anche se cadrò
con Te risorgerò

Voce (Recitato)

La pace è dopo i fatti. I fatti sono la lotta per
rialzarsi dopo l’imperfezione riconoscendo
perfetta solo la meta che è Lui, Dio.
La vera pace è risentire scorrere Dio in se per
abitare in noi. La vera pace è sapere che ogni
volta ti rialzerai e che ogni volta Lui sarà fedele
a se stesso. Bisogna svolgere tutto per amore:
amore per Lui che contiene il tutto ed ogni sua
creatura.

Gabriele

La santità non è la perfezione
la perfezione è cadere e poi
tirarsi su

Dono la mia vita a Te Signore
Padre dell’amore tu sei infinito
è solo grazie a Te, mio Dio

Conduci la mia vita a Te mio Dio
verso quella perfezione che
non so trovare
ma anche se cadrò
con Te risorgerò

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